Mi ricordo quella volta in prima media, quando io e la mia amica del cuore scrivemmo una lettera anonima, piena di insulti, ad un nostro compagno di classe. Di nascosto gliela infilammo sotto il banco. Motivo? Eravamo convinte non portasse le mutande. Infatti dai pantaloni non si intravedeva il segno prodotto dagli elastici quando segano le chiappe. Qualche giorno dopo il ritrovamento della lettera, il fatto giunse alle orecchie di un insegnante, non mi ricordo più chi. L'insegnante ammonì la classe e disse che la lettera anonima costituiva un peccato che neppure il Papa aveva facoltà di assolvere. Io e la mia amica sprofondammo nel panico.
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sabato 2 ottobre 2010
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